Secondo alcune fonti, la costruzione originaria potrebbe essere stata edificata prima del 1200. Alta poco meno dell’esistente, serviva da semplice torre di guardia, solo più tardi assunse funzione di faro, alla cui sommità, sembra venissero bruciati, allo scopo di segnalazione, fasci di ginestra.

La prima lanterna, per quanto si è potuto ricostruire, è possibile che venisse installata nei primi decenni del 1300, era alimentata da olio proveniente dalle riserve del Doge.

Attorno al 1400 il manufatto venne adibito anche a prigione, vi sarebbero stati rinchiusi, come ostaggi per 5 anni, il re di Cipro e sua moglie.

Durante l’assedio alla Briglia (forte fatto costruire da Re Luigi XII, durante la dominazione francese su Genova), avvenuto intorno al 1513, il faro venne centrato dai colpi di bombarda sparati dagli insorti genovesi è rovinò a terra.

Solo nel 1543, venne ricostruita, utilizzando 2000 quintali di calce, 120.000 mattoni, 160 metri quadrati di nuove pietre squadrate in aggiunta a quelle recuperate, inoltre, fu posta in opera una nuova lanterna sulla cui cupola spiccava,, come ornamento, una croce dorata (a rappresentare San Giorgio).

Nel seicento l’edificio venne collegato alla cinta delle Mura Nuove.

L’architetto Gregorio Pettondi, nell’anno 1785, fece ridipingere, sulla facciata nord, lo stemma del Comune di Genova.

La “Lanterna”, come la vediamo oggi, formata da due torri, divise da due cornici con archetti pensili è alta 117 metri sul livello del mare e la sua luce ha una portata di 27 miglia marine (50 Km).