Odor di Natale

 

É giunto all’improvviso il vento
del nord e ha spolverato di bianco
la cima del Vesuvio e ha scosso
gli alberi sfrondandoli, impietoso, 
trascinando in volo i fragili
passeri dalle minuscole ali,

rompendo gli arcobaleni d’acqua
zampillante festosa d’ una fonte
testarda e canterina. É giunto
non annunciato il vento gelido
che ha messo al viandante il largo
mantello ed il cappello e nubi

di vapore alla bocca sciarpata,
al naso viola. Eppure m’è dolce
andare tracciando invisibili
orme, su questo vento che mi entra
nell’abito e nel mantello, soffia
con forza nelle ossa e nel cuore
e m’arruffa la mente e disperde
nell’aria il tepore dell’anima.

Luccicano d’intorno false stelle
per l’imminente Natale profano
privo di preghiere, ricco di doni:
nulla c’è di sacro in questo suono
se non il rimpianto malinconico
d’una ciaramella, d’una zampogna.
Non una stella vera, allo zenit.

 23 novembre 2005 Liliana Batà