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Una giovane donna, nel giorno
del suo matrimonio, fu
convocata dall'anziana
bisavola:"Come dono di nozze",
le disse costei, "ti voglio
narrare una favola.
Una giovane donna, il giorno
dopo essersi maritata, pensò di
fare cosa gradita al marito
mettendogli un po' di betel
accanto alla tazza di riso; il
marito fu contentissimo di quel
gesto, al punto da non sapere
come ringraziarla.
Il giorno seguente, la sposa
preparò per lo sposo un paio di
babbucce speciali; egli ne fu
felice e profondamente grato.
Il terzo giorno, la donna si
cinse la testa con un serto di
fiori; il marito la apprezzò e
la ringraziò del pensiero.
Il quarto, gli profumò la testa
di lavanda; egli se ne
compiacque e manifestò il suo
assenso.
Il quinto, gli massaggiò i piedi
con un unguento di timo; egli
sorrise.
Il sesto giorno, il marito,
tornando a casa e non trovando
il betel accanto alla tazza del
riso, le disse: "Donna, qui
manca qualcosa; non vorrai per
caso trascurarmi?".
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"Figlia", concluse la
vecchia. "fidati della mia
esperienza: con l'uomo sii
parca di coccole; ne
rimarresti schiava per
sempre".
Nello stesso giorno, il giovane
promesso fu convocato
dall'anziano bisavolo.
"Come dono di nozze", gli disse
costui, "ti voglio narrare una
favola.
Un giovane uomo, il giorno dopo
essersi maritato, pensò di fare
cosa gradita alla moglie
mettendo una rosa accanto alla
sua tazza di riso; la moglie fu
commossa da quel gesto al punto
da non sapere come ringraziarlo.
Il giorno seguente, le portò in
dono un vasetto di unguento;
ella ne fu felice e
profondamente grata.
Il terzo giorno, le preparò con
le sue mani un cestello di
vimini; la donna lo apprezzò e
lo ringraziò del pensiero.
Il quarto, le scrisse una poesia
d'amore; ella se ne compiacque e
disse che apprezzava.
Il quinto, le volle massaggiare
le tempie con un balsamo di
ramerino; ella sorrise.
Il sesto giorno, infine, avendo
dimenticato di porre la rosa
accanto alla tazza del riso, si
senti dire dalla moglie: "Mio
signore, qui manca qualcosa;
non vorrai per caso
trascurarmi?".
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"Figlio", concluse l'anziano,
"fidati della mia esperienza;
con la donna sii parco di
coccole; ne rimarresti schiavo
per sempre".
E fu così che i due novelli
sposi, fidandosi di
un'esperienza troppo logora, si
guardarono bene dall'aggiungere
un tocco in più al vivere
quotidiano.
Nel volgere di breve tempo,
l'abitudine prosciugò il loro
amore.
Ma proprio un istante prima che
questo morisse di sete, la sposa
si alzò un mattino e decise di
mettere comunque un pò di betel
accanto alla tazza di riso del
suo sposo. |
Grande fu la sua sorpresa nel
vedere, accanto alla propria,
una rosa.
A quella fonte inaspettata, il
loro amore si rianimò.
Anche i bisavoli possono
sbagliare. Perché la schiavitù
delle coccole, quando è
reciproca, è la schiavitù più
dolce e appagante che ci sia.
Anonimo
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