Un po' di STORIA
| Una volta un
imbianchino di nome Adolf Hitler, disse, in una birreria: "Se un giorno
andrò al potere, la prima cosa che farò sarà distruggere il popolo
ebraico" Alcuni anni dopo, l'imbianchino andò al potere, e mise in moto
una macchina che assassinò i nove decimi del popolo ebraico in Europa.
Questo assassinio di massa si chiama, in ebraico, Shoà. Avvenne durante la Seconda Guerra mondiale, nello Scorso millennio. Nella tarda estate del 1941, Himmler destina Auschwitz come campo di sterminio e di concentramento centrale del Terzo Reich. Qui sono assassinati sistematicamente ebrei, “zingari” e prigionieri di guerra sovietici. Si allarga il campo base, istituito nel 1940 per i detenuti politici polacchi. In aggiunta si istituiscono altri due campi a Birkenau e Monowitz. I soli lavori di costruzione fanno morire 8.000 detenuti. Nella primavera del 1942
cominciano a Birkenau le selezioni per le camere a gas. Nel contempo si
prepara la costruzione di nuovi e maggiori impianti di uccisione. Nel
primo semestre del 1943 sono pronti. L’assassinio in massa viene
industrializzato, Auschwitz-Birkenau diventa una gigantesca fabbrica
della morte con quattro grandi impianti, camere a gas e crematori
attrezzati secondo le concezioni tecniche più aggiornate di dimensioni
finora ignote, con montacarichi elettrici per il trasporto dei cadaveri
e con l’uso del Zyklon B. La distruzione degli ebrei non fu un'operazione centralizzata. Non venne creato un organismo incaricato degli affari ebraici e non fu stanziato un fondo per finanziare l'opera di distruzione. L'attività antiebraica fu svolta dalla pubblica amministrazione, dai militari, dall'industria e dal partito. Tutte le componenti della vita organizzata tedesca furono coinvolte in quest'impresa. Il processo di distruzione si
basava su tre premesse: nessun ebreo doveva sfuggire alla rete; gli
articolati rapporti tra ebrei e non ebrei dovevano essere interrotti col
minimo danno possibile per i tedeschi; bisognava limitare al massimo le
ripercussioni psicologiche tra le file dei carnefici, evitare agitazioni
tra le vittime e scongiurare proteste tra la popolazione non ebrea. La fase due inizia già nel
1933 e si prolungò fino alla Kristallnacht (9-10 nov. 1938). La fase 3
inizia nel '39 quando, con l'invasione della Polonia, i nazisti si
accorgono che è impossibile espellere tutti gli ebrei. Riesumano il
"ghetto" medievale. Lòdz, Varsavia, Lublino. Pensarono persino di
ampliare il concetto stesso di deportazione trasferendo forzatamente in
un luogo distante gli ebrei tedeschi. Un luogo distante, individuato
nell'isola africana (allora in mano francese) del Madagascar. Ma la
soluzione della "ghettizzazione" sembrava più realizzabile. Il maggiore centro di sterminio era, per l'appunto, Auschwitz, predisposto per "liquidare" fino a 10.000 persone al giorno. Ne riuscì ad uccidere in totale 1.300.000 (Treblinka 900.000). In totale la Soluzione Finale distrusse i 2/3 della popolazione ebraica europea. Nel corso del '43 furono smantellate le strutture di Belzec, Sobibor e Treblinka, che ormai avevano esaurito il loro compito. Invece Auschwitz fu smantellato solo nel novembre del '44, ma i nazisti non fecero in tempo a distruggerlo, perché il 25 gennaio 1945 entrarono i sovietici.
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