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Di loro
si racconta infatti che quando erano ancora adolescenti giocavano a
pallone nei quartieri popolari di Palermo e che fra i loro compagni di
gioco c'erano probabilmente anche alcuni ragazzi che in futuro dovevano
diventare |
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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano coetanei: |
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Durante l'università - alla fine degli anni Cinquanta - Paolo
Borsellino si iscrive al FUAN, un'organizzazione politica di estrema
destra. È molto bello pensare che nessuno avrà mai il coraggio di
rinfacciargli questa scelta: il suo comportamento è sempre stato
così onesto e pulito che sia da destra che da sinistra si doveva
necessariamente rispettarlo. Nel 1963 entra in Magistratura: lavora
in diversi tribunali e nel 1975 è trasferito al tribunale di
Palermo, dove entra all'Ufficio istruzione processi penali sotto la
guida di Rocco Chinnici.
Lavora con il
capitano dei Carabinieri Emanuele Basile alla sua prima indagine
sulla mafia e nel 1980 fa arrestare un primo gruppo di sei
mafiosi. Nello stesso anno il capitano Basile viene assassinato.
Nel 1963 entra in Magistratura: lavora in diversi tribunali e nel
1975 è trasferito al tribunale di Palermo, dove entra all'Ufficio
istruzione processi penali sotto la guida di Rocco Chinnici. |
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| Ma
grazie alla capacità dei magistrati di indagare e all'intelligenza
di Falcone nel ricostruire la geografia mafiosa di quel periodo, un
gran numero di mafiosi finisce in galera. E finalmente Falcone e
Borsellino riescono a mettere in piedi il famoso maxi-processo,
un processo in cui sul banco degli imputati siedono ben 475
mafiosi che nel 1987 saranno condannati. In realtà questa grande, grandissima vittoria è anche il principio della fine per i due magistrati e forse è anche la loro condanna a morte. Antonino Caponnetto deve lasciare il pool per motivi di salute. Al suo posto, invece di Giovanni Falcone che ne era il naturale erede, va a finire un altro magistrato che in breve tempo scioglie il famoso pool antimafia. Comincia una
stagione di veleni (Falcone è accusato di protagonismo; e alla fine
chiederà il trasferimento a Roma; a Borsellino vengono tolte le
indagini sulla mafia a Palermo e gli vengono assegnate quelle di
Agrigento e Trapani). Ma il 23 maggio 1992, con un attentato spettacolare, la macchina di Falcone viene fatta esplodere sull'autostrada che collega Palermo e Trapani: 500 chili di tritolo che tolgono la vita a Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e a tre agenti di scorta. Quando Falcone salta in aria, Paolo Borsellino capisce che non gli resterà troppo tempo. Lo dice chiaro: “Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me”. Il 19 luglio
dello stesso anno un'autobomba esplode sotto casa di sua madre
mentre Paolo Borsellino sta |