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Il
26 Dicembre 2004 il mondo ha capito che era accaduta una tragedia dalle
dimensioni storiche. L'apocalisse ha avuto come epicentro le acque dell'
isola di Sumatra, in Indonesia. Lì un devastante terremoto ha scatenato
un maremoto le cui onde gigantesche hanno flagellato coste e isole del
sud-est asiatico, raggiungendo l'Africa orientale, dove hanno devastato Kenia e Somalia.
Il mondo, impotente ha assistito in diretta alla forza distruttiva natura, che in pochi minuti ha cancellato terre, coste, villaggi, famiglie, seminando ovunque morte e disperazione. L'umanità, ammutolita, si è trovata ad essere un'unica grande famiglia che piange la morte di tantissime persone e la distruzione di intere comunità e generazioni. Paradisi terrestri con spiagge incantate e acque cristalline sono stati spazzati via dalla furia del mare, che ritirandosi ha lasciato dietro di se distruzione e dolore. Un dolore che in questi giorni è lo stesso per
ricchi e poveri: strazio, paura, impotenza sembrano non avere differenza
di classe, lingua, religioni, nazionalità. Purtroppo la differenza si
farà presto evidente. Per gli occidentali salvati dalla furia del
maremoto c'è un domani che si è già materializzato con il ritorno in
patria. Solo chi ha perduto qualcuno non potrà dimenticare. Ora c'è il pericolo che la mancanza di acqua potabile, di viveri, di medicine mieta altre vittime innocenti. Il nostro aiuto non deve fermarsi qui. Quella gente ha bisogno della nostra solidarietà per ricostruire la sua terra, per ricominciare a vivere. Non dobbiamo lasciarli soli. |